Introduzione sezioneRischi economici del cambiamento climatico, digitalizzazione e ripresa economica al centro delle discussioni G20

Rischi economici del cambiamento climatico, digitalizzazione e ripresa economica al centro delle discussioni G20

A circa un mese dalla riunione dei Ministri delle Finanze e dei Governatori delle Banche Centrali a Venezia, le attività dei gruppi di lavoro G20 continuano senza sosta per fornire una solida base normativa in grado di favorire una ripresa economica sostenibile e inclusiva. Il 9 e 10 giugno 2020, i membri del Gruppo di Lavoro Framework del G20 (G20 Framework Working Group – FWG) si sono incontrati, in modalità virtuale, per la quinta riunione ufficiale a guida italiana.

 

Il Gruppo Framework si occupa di valutare l’evoluzione della congiuntura economica globale, coordinando al tempo stesso le politiche volte a favorire la crescita economica, monitorando potenziali rischi macro economici.

 

Il dibattito del quinto incontro del Gruppo si è concentrato sui rischi macro-economici legati al cambiamento climatico e al legame tra la trasformazione digitale e la produttività. In particolare, la riunione ha permesso alla Presidenza Italiana di presentare una lista di raccomandazioni sulle politiche di indirizzo della trasformazione digitale e sulla ripresa della produttività (Menu of Policy options on Digital Transformation and Productivity Recovery). Tale contributo fornisce inoltre un’analisi delle politiche già poste in essere dai paesi G20 e soluzioni politiche per rilanciare la produttività attraverso la digitalizzazione.

 

Lo scorso aprile, i Ministri delle Finanze e i Governatori delle Banche Centrali del G20 si sono impegnati per affrontare il cambiamento climatico e supportare la protezione dell’ambiente. Ministri e Governatori hanno sottolineato l’urgenza e l’importanza di prendere in considerazione le sfide ambientali e il loro impatto economico, sottolineando l’imperdibile opportunità offerta dalla ripresa economica, per sviluppare strategie di lungo periodo fondate su investimenti in tecnologie innovative, promuovendo la transizione verso società più sostenibili.

 

La riunione ha dato per la prima volta ai membri del Gruppo Framework la possibilità di discutere i rischi macro-economici legati al cambiamento climatico. Il dibattito ha affrontato temi che spaziano dall’analisi dei costi generati dal cambiamento climatico e dai progressi fatti fino ad ora per affrontarli, all’importanza di mitigare i rischi legati al clima nello sviluppo di politiche future.

 

L’impatto del cambiamento climatico sull’economia globale sembra essere pienamente riconosciuto, tuttavia tale impatto è lungi dall’essere omogeno tra i paesi. Il Fondo Monetario Internazionale stima che, con il beneficio di un comprensivo pacchetto di norme, le emissioni potrebbero essere azzerate entro il 2050 e che l’aumento delle temperature possa attestarsi sotto ai 2° C. Questo con una deviazione di soli -1,2 punti percentuali rispetto alle prospettive di crescita globale. Sempre il Fondo Monetario Internazionale, sottolinea la necessità di tenere in considerazione la differenza in termini di costo per i vari paesi.

 

Seppure gli effetti economici del cambiamento climatico siano difficili da quantificare, in particolare nel lungo periodo, il Gruppo di Lavoro Framework lavora per integrare in modo sistematico i rischi legati al clima all’interno della discussione generale sui rischi economici globali.

 

Recenti studi indicano che il costo di azioni decise per affrontare il cambiamento climatico nel breve periodo sia ridotto rispetto ai potenziali danni economici futuri. In quest’ottica, uno degli obiettivi del Gruppo Framework è quello di comprendere – tra i paesi G20 – il legame tra il cambiamento climatico e i danni economici di breve, medio e lungo periodo.

 

L’analisi dei rischi dovrà inoltre tenere in considerazione l’impatto che avrà la transizione verso un’economia a zero emissioni per gli imprenditori e per i vari settori dell’economia. In alcuni casi si potrebbero subire effetti più gravi e le economie che non saranno in grado di progredire in termini di riduzione delle emissioni subiranno maggiormente il peso economico della transizione.

 

Un altro tema chiave della riunione dei Ministri delle Finanze e dei Governatori delle Banche Centrali del G20 di aprile è stato il supporto economico alle economie G20 in questa fase di crisi. Se da un lato, i pacchetti di stimolo economico continueranno fino a quando sarà necessario, dall’altro, Ministri e Governatori concordano che tale supporto economico debba essere indirizzato in maniera puntuale, attraverso un insieme di soluzioni normative globali condizionate dalla specificità di ogni paese. Il G20 è unanime nella volontà di cogliere le opportunità offerte dall’innovazione tecnologia per favorire la ripresa e garantire ampio e diffuso benessere. In questo contesto, la Presidenza italiana del G20 ha presentato ai membri del Gruppo di Lavoro Framework il G20 Menu of Policy Options on productivity-enhancing digital transformation. Una serie di raccomandazioni e buone pratiche per cogliere al meglio le opportunità generate dalla digitalizzazione e, al tempo stesso, garantire che i benefici sia distribuiti equamente all’interno e tra i paesi.

 

Le tecnologie digitali hanno un grande potenziale per generare benessere e migliorare la qualità della vita, attraverso un miglioramento dei prodotti e dei servizi e aumentando la produttività. La pandemia da COVID-19 ha accelerato la trasformazione digitale, permettendo a imprenditori e imprese di reagire alla crisi, creando nuove opportunità. Ciononostante, la diffusione delle tecnologie digitali è ancora incompleta ed eterogenea nei vari paesi.

 

La crisi da COVID-19 ha inoltre cambiato le abitudini di consumo delle persone e il loro modo di lavorare. La necessità di limitare le interazioni ha accelerato il lavoro da remoto, favorendo l’automazione e la digitalizzazione. La spesa dei consumatori si è spostata verso servizi digitali e beni durevoli. È cresciuto il numero di utenti, sia privati che aziende, delle piattaforme digitali. In generale, le aziende del settore digitale hanno mostrato maggior resilienza agli effetti negativi della crisi. Vi sono evidenze che indicano che queste tendenze continueranno nel futuro, affiancate da un’accelerazione in termini di adozione di tecnologie digitali.

 

In questo contesto, il COVID-19 ha generato una robusta risposta politica da parte dei paesi G20. Questo, non solo per aiutare aziende e imprenditori ad affrontare la crisi, ma anche per promuovere la digitalizzazione nei settori pubblico e privato, creando le basi per una futura crescita della produttività. Per molti paesi, questo significa ridurre il divario tecnologico attraverso attività di formazione mirate. In questo contesto, è fondamentale favorire gli investimenti in beni immateriali, attraverso incentivi fiscali all’innovazione e riforme del mercato produttivo.

 

Il G20 Menu of Policy Options fornisce inoltre una panoramica delle misure adottate dai paesi G20 per favorire la produttività attraverso la digitalizzazione, compresa la risposta alla pandemia. Tale strumento ha beneficiato del contributo dell’Organizzazione per la Cooperazione e lo Sviluppo Economico, del Fondo Monetario Internazionale, dell’Organizzazione Internazionale del Lavoro, della Conferenza delle Nazioni Unite sul Commercio e lo Sviluppo e delle discussioni all’interno del Gruppo di lavoro Framework.

 

I temi sopraccitati continueranno ad essere trattati nelle prossime riunioni del Gruppo Framework e confluiranno nell’agenda della riunione dei Ministri e dei Governatori delle Banche Centrali del G20 a luglio a Venezia.

 

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